I restauri della Sibma Navale: si dice Quaranta, si festeggia 55!

Comunicato:

I restauri della Sibma Navale: si dice Quaranta, si festeggia 55 !

1962-2017. Nel 2017 la Sibma Navale Italiana di Dolcedo, nell’entroterra ligure alle spalle di Imperia, festeggia un doppio compleanno. Il noto cantiere specializzato nella realizzazione e nel restauro di scafi in legno, fondato da Ernesto Quaranta nel 1962, compie infatti 55 anni, stessa età del figlio Mario, l’attuale titolare. Oltre alla costruzione dei motoryacht classici della serie Armstrong e al recupero di scafi storici, la Sibma Navale si conferma come il principale referente per il restauro e la manutenzione delle barche a vela classe Dragone. Oggi, accanto a Mario Quaranta, si sta formando la terza generazione. Il giovane figlio Andrea, regatante insieme al padre, è infatti coinvolto a pieno ritmo nelle attività del cantiere. 

Sibma Navale, dalle barche a spigolo ai restauri di vele d’epoca
Un anniversario che rappresenta un traguardo e che conferma questo cantiere come uno dei più importanti e storici a livello internazionale. Nel 2017 la Sibma Navale Italiana, fondata a Torino nel 1962 dall’ingegnere Ernesto Quaranta (scomparso nel 2006), compie infatti 55 anni. Tanti quanti sono gli anni di Mario Quaranta, l’attuale titolare, anch’egli ingegnere. L’inizio dell’attività di famiglia è infatti coincisa con la sua nascita a Torino, quasi come se i suoi genitori avessero pensato di fargli un ‘regalo’ decisamente particolare: un cantiere navale. Nel corso degli anni questa realtà è diventata famosa grazie alla costruzione e commercializzazione delle imbarcazioni a vela classe Promenade, EM7 e EM850. La vendita in kit di questi scafi in compensato marino ‘a spigolo’ ha contribuito a diffondere la pratica della navigazione da diporto a intere generazioni.

SIBMA Navale Mario Andrea Quaranta
Mario e Andrea Quaranta (Foto Maccione)

La base nel ponente ligure
Oggi la Sibma Navale fa base nel ponente ligure a Dolcedo, alle spalle di Imperia. È qui che vengono realizzati importanti restauri di scafi d’epoca come nel caso di Ea, il cutter bermudiano costruito nel 1952 dal cantiere Baglietto di Varazze, sottoposto tra il 2006 e il 2008 a grandi lavori. Da diversi anni Ea partecipa e vince in occasione delle regate di vele d’epoca e classiche. Oggi accanto a Mario Quaranta lavora anche il figlio Andrea, classe 1995, ormai coinvolto a pieno titolo nelle attività del cantiere. Insieme al padre partecipa alle regate a bordo del loro Dragone ‘Little Diva’. E i risultati non possono altro che essere definiti lusinghieri, considerato che Mario Quaranta rientra tra gli unici cinque timonieri italiani (gli altri sono Giuseppe Duca, Nando Colaninno, Fabio Mangione e Alberto Marconi) abilitati a partecipare, in base all’International Ranking List 2016, al Campionato del Mondo dei Dragoni in programma a Cascais, in Portogallo, dal 9 al 17 giugno 2017.

Il cantiere di appoggio per i Dragonisti d’Europa
Oltre alla costruzione di derive in legno e dei motoryacht classici in stile ‘trawler’ della serie Armstrong, da oltre 10 anni la Sibma Navale, grazie anche a un accordo con il cantiere inglese Petticrows Ltd,  è diventata punto di riferimento internazionale per i Dragonisti di tutta Europa, ai quali fornisce assistenza diretta oltre alla possibilità di manutenzione, rimessaggio e restauro. Il Dragone è un monotipo lungo 8,90 metri, armato a sloop bermudiano, progettato nel 1929 dal norvegese Johan Anker . Con oltre 6300 esemplari varati è diventato il monotipo a chiglia più diffuso al mondo. Tra il 1929 e il 2016 in Italia sono stati immatricolati 70 Dragoni (ITA-70). Riguardo il Dragone, così come per altre classi monotipo, spesso si dice: “Il problema con le regate One-Design è che il miglior velista di solito vince”. Presso la Sibma Navale ogni anno si lavora su una quindicina di Dragoni e si conta che fino ad oggi le maestranze del cantiere siano intervenute su una cinquantina di Dragoni. Tra i più recenti interventi quello effettuato sul Dragone Corail, costruito dal cantiere svizzero Wirtz nel 1967. La barca, realizzata in fasciame di mogano su ordinate di frassino e con la coperta in teak, regaterà in Liguria. Dragoni classici come questo possono essere molto diversi l’uno dall’altro, anche se il peso per ognuno si aggira intorno ai 1700 chilogrammi. Ormai montano tutti un albero in alluminio e le vere differenze si riscontrano a livello dell’attrezzatura e della possibilità o meno di avere subìto ‘upgrade strutturali’ per renderli più competitivi.

SIBMA Navale Dragone Corail
Il Dragone Corail 1967 (Foto Maccione)

Il restauro del Dragone Venilia
Venilia è un Dragone costruito dal cantiere danese Børresen nel 1956. Ha sempre regatato in Italia e in particolare nella zona del Tirreno. L’imbarcazione, ritrovata nel 2016 in un capannone in Liguria, dopo essere stata periziata da Mario Quaranta è stata acquistata affinchè si procedesse ad un restauro integrale. Tra i lavori effettuati la sostituzione del fasciame in mogano dello spessore di 16 millimetri e di oltre 30 ordinate realizzate in legno di frassino. Per gli incollaggi e il serraggio delle varie componenti verranno impiegate resine epossidiche, viteria in acciaio inox e ribattini in rame. Originariamente Venilia aveva la coperta verniciata e così tornerà ad essere, ovvero in compensato marino di mogano con applicato un sottile strato di tela biassiale e antisdrucciolo. L’attrezzatura velica sarà del tipo ‘top race condition’. Per permetterle di regatare al massimo livello in tutte le condizioni si procederà infatti a realizzare tutti i necessari irrigidimenti strutturali, nel pieno rispetto del regolamento di classe. In questa barca, che tornerà in mare entro l’estate 2017, è riassunta e concentrata tutta l’esperienza della Sibma Navale in fatto di Dragoni.

SIBMA Navale Dragone Venilia
Il Dragone Venilia 1956 (Foto Maccione)

Bimini Kid, il Bertram 31 arrivato dall’America
Verso la fine del 2015 un armatore ligure ha acquistato a New York Bimini Kid, un modello di Bertram 31 in vetroresina del 1974, storica imbarcazione a motore realizzata dall’omonimo cantiere che ha fatto la storia della nautica internazionale. Quello che è unanimemente considerato uno dei modelli di fisherman più belli al mondo è stato trasferito alla Sibma Navale per essere sottoposto a un restauro integrale che ha riguardato la ricostruzione degli interni e degli esterni, a partire dal pozzetto, dall’impiantistica e dalla motorizzazione. Ricostruite integralmente, in superlamellare di mogano, le finestrature tra il ponte e il flying bridge. La barca tornerà a navigare nel 2017 e, considerata la sua storicità, potrebbe presto partecipare a una serie di eventi e manifestazioni dedicate alle barche storiche americane.

Baltic, il rimorchiatore diventa imbarcazione da diporto
La Sibma Navale è stata scelta per progettare e seguire il restauro di Baltic, un rimorchiatore in acciaio lungo 27 metri costruito nel 1963 dal cantiere norvegese Westermoen Batbyggeri & Mek Mandal per conto della Esso Petroli. Dal 2014 l’unità, che disloca circa 180 tonnellate e ha un’immersione pari a 3,10 metri, è in corso di riconversione in unità da diporto presso un cantiere in Francia, a La Ciotat. Qui si sta procedendo alla sostituzione del 30% delle lamiere dello scafo dello spessore di 10 millimetri, alla realizzazione delle nuove compartimentazioni interne, alla posa di nuovi serbatoi per un totale di 24.000 litri di carburante, dei ballast e di due propulsori Man da 800 cavalli l’uno che gli permetteranno di navigare a circa 10 nodi di velocità, con un consumo previsto di circa 60 litri/ora di gasolio. L’ex rimorchiatore potrà imbarcare 8000 litri di acqua, con serbatoi per le acque nere di capacità pari a 2500 litri, e sarà in grado di produrre 360 litri/ora di acqua desalinizzata. Gli ampi volumi permetteranno di ricavare quattro cabine doppie, una cabina quadrupla, una cabina per il comandante e un alloggio per 2 membri di equipaggio. Una volta completati i lavori strutturali,  Baltic verrà trasferito a Imperia, dove le maestranze del cantiere procederanno alla ricostruzione degli interni.

SIBMA Navale rimorchiatore Baltic
Il rimorchiatore Baltic (Foto Maccione)

Pronto al varo il più grande degli Armstrong
I motoryacht Armstrong rappresentano un vanto per la Sibma Navale. Questa serie di scafi, costruiti in lamellare di mogano, si sono rivelati ideali per chi desidera una barca classica, marina e molto comoda, al punto da poterla definire una barca-casa. Fino ad ora sono stati realizzati un Armstrong lungo 7,50 metri (l’unico in vetroresina), 4 Armstrong 10 metri, 2 Armstrong 12,50 metri e un Armstrong lungo 13,50 metri. La costruzione di quest’ultimo esemplare, ammiraglia del cantiere, è stata completata recentemente e l’unità comincerà a navigare entro l’estate. Tra le varie caratteristiche la doppia tuga finestrata, un ampio pozzetto poppiero, la timoneria interna, un ampio prendisole prodiero e la scala di accesso al flying bridge che all’occorrenza si trasforma in scaletta di discesa a mare sul lato sinistro.

SIBMA Navale Armostrong
Armstrong 13.50 (Foto Maccione)

Visita il sito – Contatti
www.sibma.it , E-mail: info@sibma.it
Tel. (cantiere) + 39 0183 280124
Cell. (Mario Quaranta) +39 338 9353087

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Dakar-Guadalupa: i Malingri tentano il record oceanico più classico

Comunicato stampa:

FEEL GOOD ASPETTA IL VENTO FAVOREVOLE

2550 miglia separano l’Africa dai Caraibi.
Poco meno di 5000 km da percorrere tutti di un fiato per battere il record oceanico più classico: Dakar-Guadalupa.

Obiettivo di Vittorio e Nico Malingri, la componente Extreme Sailing del Citroën Unconventional Team, è battere tutti i record di classe, come lo scorso agosto sul percorso Marsiglia-Cartagine, letteralmente stracciato abbassando il tempo di oltre 10 ore.

Una nuova sfida con il mare, attore volubile, un padre e figlio insieme, per 11 giorni aggrappati a Feel Good, un catamarano di sei metri senza ripari fissi.

Saranno il tempo e la natura del vento a stabilire il momento migliore per salpare: la squadra di meteorologi di Navimeteo sta studiando incessantemente per individuare la migliore finestra meteo, che assicuri vento regolare e costante per tutta la traversata.

Feel Good è un catamarano F20 di sei metri (20 piedi) senza ripari fissi. Una barca completamente ecologica e alimentata da energia sostenibile, affidabile e equilibrata, particolarmente potente nelle andature per cui è stata progettata. E’ considerata la più veloce e innovativa della sua categoria, può toccare una velocità di punta vicino ai 25 nodi e tenere medie attorno ai 15 nodi, con percorrenze di oltre 300 miglia al giorno Citroën Unconventional Team, contraddistinto dalla sigla C.U.T., per il quale è stato creato un logo specifico, riunisce sette atleti italiani campioni di sei sport di scivolamento (surf, kitesurf, windsurf, extreme sailing, snowboad, freestyle) che hanno per campo d’azione il mare e la montagna.

Il Marchio Citroën
Citroën è un marchio automobilistico internazionale al centro dell’offerta generalista. Sinonimo di ottimismo dal 1919, il Marchio si distingue per creatività e audacia. Valori che mette al servizio del benessere dei Clienti, proponendo soluzioni innovative per le esigenze di ogni epoca. Oggi, Citroën si reinventa con modelli che puntano al design, al comfort e all’intelligenza tecnologica, ma anche a un’esperienza Cliente fluida e trasparente, come il sito di commenti on-line Citroën Advisor. CITROËN significa 10.000 punti vendita e post vendita in oltre 90 Paesi e quasi 1,2 milioni di veicoli venduti nel 2015. Significa anche 8 titoli di campioni del mondo costruttori WRC e nel 2016 il 3° titolo consecutivo di campione del mondo costruttori WTCC.

CONTATTI STAMPA
CITROËN – UFFICIO STAMPA
Via Gallarate 199 — 20151 Milano
www.citroen.it, www.sito-stampa.citroen.com, citroenstampa@citroen.com

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Sette superyachts a vela Perini Navi al St Barths Bucket

Nei giorni 16-19 marzo, oltre 40 superyachts si recheranno sull’incontaminata isola di St. Barthélémy, nei Caraibi, per la 30° edizione della St Barths Bucket Regatta.

Appuntamento fisso del calendario velico, il St Barths Bucket è una manifestazione ad invito per yacht a vela di lunghezza superiore ai 100 piedi. Perini Navi vi parteciperà con sette splendide barche: P2 (38m), Aquarius (46m), Bayesian (56m), Rosehearty (56m), Perseus^3 (60m), Zenji (56m) e The Maltese Falcon (88m).

Il prestigioso marchio viareggino, fondato nel 1983, e leader da oltre tre decenni nella progettazione e la costruzione di superyachts, con un
flotta di 58 barche a vela consegnate fino ad oggi, compreso il S/Y Aquarius del 1990, il cui nuovo proprietario sarà presente per la prima volta a questo prestigioso evento.

L’intera flotta si darà battaglia per portare a casa il trofeo “Bucket”, mentre la meglio piazzata tra le imbarcazioni Perini Navi si aggiudicherà lo splendido trofeo d’argento a loro riservato.

Questi gli highlights dell’edizione 2016:

Red Bull Youth America’s Cup, la Coppa America dei giovani: programma ed equipaggi

I due volte medaglia d’oro olimpica Roman Hagara e Hans-Peter Steinacher hanno annunciato la composizione dei gironi per la Red Bull Youth America’s Cup che si terrò alle Bermuda nel prossimo mese di giugno.

La coppia di leggende austriache si è recata proprio alle Bermuda per effettuare il sorteggio dei due gironi per questa manifestazione, dedicata a velisti di età compresa tra 19 a 25 anni, da loro introdotta nel 2013 con lo scopo di creare un percorso di sviluppo delle carriere professionali dei giovani equipaggi, con la speranza di vederli un giorno gareggiare nella Coppa America dei “grandi”.

Dodici i paesi rappresentati su questi catamarani AC45f ad alta velocità che, per la prima volta, utilizzeranno i foils per “volare” sull’acqua ad oltre 35 nodi (65 km/h).

Hagara ha rivelato: “Ci saranno sei componenti per ogni team e sei team per girone. Nelle qualificazioni del prossimo giugno, le prime quattro squadre di ogni girone avanzeranno, per un totale di otto barche sulla linea di partenza della finale. Navigheranno sullo stesso percorso di regata dei team di Coppa America: sarà quindi una grande sfida e una grande opportunità per imparare e dimostrare le proprie capacità“.

Steinacher ha aggiunto: “I gironi sembrano abbastanza equilibrati e penso che saranno gli errori commessi a risultare decisivi nello stabilire le eliminazioni. Tuttavia, il team britannico (Land Rover BAR Academy) è il grande favorito, vista l’esperienza maturata sui catamarani CG 32 nelle Extreme Sailing Series. Ma vedremo, non è facile gareggiare con il peso dei pronostici su di sè.

Girone A
Artemis Youth Racing (Svezia)
Team France Jeune (Francia)
Kaijin Team Japan (Giappone)
Youth Vikings Denmark (Danimarca)
Team Tilt (Svizzera)
SVB Team Germany (Germania)
Girone B
Team BDA (Bermuda)
NZL Sailing Team (Nuova Zelanda)
Land Rover BAR Academy (Gran Bretagna)
Spanish Impulse Team (Spagna)
Next Generation USA (USA)
Candidate Sailing Team (Austria)

Le qualificazioni si terranno il 12-16 giugno, mentre le finali il 20-21 giugno.

Proprio le Extreme Sail Series sono un’altra interessante manifestazione che vede protagonista questa celebre coppia austriaca, con il loro Red Bull Sailing Team.

Le Extreme Sailing Series 2017 hanno preso il via l’8 marzo a Muscat, in Oman e si svilupperanno nelle altre 7 tappe in giro per il mondo (tra cui Cina, Germania, Portogallo, UK, USA, Messico) che compongono il calendario di quest’anno.

Le barche in gara sono catamarani GC45s che, grazie ai foils, sono in grado di raggiungere velocità di 40 nodi (74 km/h).

Tra gli equipaggi in gara da segnalare la presenza, da campione in carica, del grande team svizzero Alinghi, vincitore di ben due edizioni della Coppa America (2003 e 2007).

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Andrea Mura presenta il proprio programma sportivo 2017

Comunicato:

ANDREA MURA PRESENTA IL PROPRIO PROGRAMMA SPORTIVO 2017

La terribile “OSTAR” come primo e centrale evento della stagione.

Si terrà a Cagliari mercoledì 15 marzo alle ore 11.00, presso il Comando Militare Esercito Sardegna in via Torino 21, la conferenza stampa di presentazione del programma sportivo ed eventi 2017 di Andrea Mura.

La prima sfida in programma è anche quella dal sapore più leggendario: la OSTAR, la regata più antica e mitica per navigatori solitari che si svolge ogni 4 anni sul percorso da Plymouth (UK) sino a Newport R.I. (USA), 2.850 miglia.

E’ considerata la più dura delle regate oceaniche in solitario perché contro vento, contro corrente, contro mare e a temperature polari intorno ai 5° sia dell’aria che dell’acqua per le alte latitudini (sino al 59° parallelo nord). L’ultima edizione si è svolta nel 2013 e ha visto Andrea vincitore assoluto tagliando per primo il traguardo negli USA dopo circa 20 giorni di navigazione. Aveva giurato di non farla più, per le condizioni estremamente dure, ma la voglia di difendere il titolo ha prevalso.

La partenza è prevista per lunedì 29 maggio da Plymouth, come accennavamo, ma la barca di Andrea, il pluripremiato Open 50 “Vento di Sardegna”, salperà da Cagliari via mare il 22 aprile alle ore 12.00.

Barca che sarà altresì veicolo attivo di promozione della Round Sardinia Race, evento velico in programma a settembre 2017 con circumnavigazione in senso antiorario della Sardegna.

Prima, è in corso di organizzazione un evento di 2 giorni a Cagliari (21 e 22 aprile) in collaborazione con l’Associazione Velica e Culturale Vento di Shardana, che vuole essere occasione di festa in vista della partenza dello skipper per questa impresa estrema, ma soprattutto occasione di avvicinamento (sempre maggiore) dei sardi alla vela e di contestuale promozione culturale, sportiva, sociale e turistica della città e della nostra terra.

Culturale, poiché il programma prevede delle brevi “lezioni” gratuite in pubblico, nel corso della tre giorni, su tematiche come: alimentazione, archeologia e storia (della navigazione, della Sardegna, etc…), tecnologia, scienze motorie, psicologia sportiva, tenute da affermati studiosi nei vari ambiti.

Sportiva, poiché l’organizzazione prevede, in collaborazione con la Federazione Italiana Vela, la presenza nel corso di tutto l’evento di rappresentanze degli allievi delle principali scuole vela per bambini, con coinvolgimento attivo degli stessi nell’illustrazione e descrizione delle loro barche, ivi presenti, di principi di teoria della vela e degli equipaggiamenti personali, con specifico riguardo a quelli inerenti la sicurezza in mare in modo che i bambini apprendano tali nozioni dalla voce dei loro stessi coetanei ed assieme ai loro genitori, rimangano affascinati dalle potenzialità didattiche e formative della vela.

Sociale, perché saranno coinvolti gli enti e le associazioni in favore dei bambini diversamente abili o affetti da patologie comunque invalidanti, affinché tramite visite guidate alla barca “Vento di Sardegna”, foto, premi e altre attività ludiche e di intrattenimento, godano di qualche momento di spensieratezza. Ma anche, quando ciò non sia del tutto precluso dalla disabilità o dalla patologia, individuino lo sport come strumento di sviluppo della loro personalità ed affermazione sociale.

“Sarà un momento emozionante – dichiara Andrea Mura – non solo per l’enfasi della partenza dalla mia città per andare a difendere la più antica e leggendaria regata per navigatori solitari attraversando ancora una volta l’oceano Atlantico per portare alta la bandiera della nostra terra, ma anche un momento per poter trasmettere passione, positività ed entusiasmo ai più giovani e ai meno fortunati condividendo con loro e tutto il pubblico la lingua più universale del mondo: lo sport”.

Si prega di confermare quanto prima inviando il proprio nominativo a brega@ubiquity.eu o al cell 338.9020851. 


Andrea Mura

Andrea Mura nasce a Cagliari il 13 settembre 1964. Dall’età di 6 anni si dedica alla vela agonistica, collezionando successi e record nelle classi più diverse, che comprendono dieci titoli italiani, due titoli europei nella classe 420, un titolo mondiale Juniores 470, due campagne olimpiche in 470, una in Tornado.

Nel 1992 gareggia con il Moro di Venezia per la Coppa America, vincendo due campionati del mondo, uno in Coppa e uno nella classe 50 piedi, e una Louis Vuitton Cup.

Andrea Mura non è solo un grande atleta: già fondatore nel 1985 della Veleria Andrea Mura Sail Design, Andrea sviluppa soluzioni tecniche innovative che gli valgono l’Oscar come “Miglior Velaio 2005”.

Nel 2007 Andrea lancia una nuova sfida votandosi alla vela d’altura a bordo di Vento di Sardegna, un formidabile Open 50. Vince la Route du Rhum, famosa regata transatlantica in solitario che si svolge ogni quattro anni, 3.543 miglia attraverso le fredde acque del Nord Atlantico, fino ai Caraibi. Con questa vittoria, Andrea è il primo italiano ad entrare nella leggenda.

Andrea replica nel 2012 con vittoria e record sia nella Twostar (13 gg 14 h), sia nella Quebec – S. Malò. (11 gg, 12 h)

Nel 2013, Affronta e vince la terribile Ostar, 2.850 miglia dall’Inghilterra agli Stati Uniti, la più dura delle regate in solitario perché a temperature polari, controvento e controcorrente.

Andrea ha vinto nel 2011 e nel 2014 il Premio “Velista dell’Anno“.

A novembre 2014 ha concluso al secondo posto (primo dei monoscafi) la Route du Rum 2014 – Destination Guadeloupe in “Rhum Class”.

Andrea Mura ha vinto per la quinta volta la “Roma x 1” nel 2016 e nel 2017 affronterà nuove sfide, a partire dalla OSTAR (maggio 2017).

Contatti per la stampa
Gian Maria Brega,
Head of Press Relations Andrea Mura/Vento di Sardegna
Mail: brega@ubiquity.eu
Mobile: +39 338.9020851
Skype: gmbrega

“17”, la barca da Coppa America presentata dal Defender BMW Oracle Racing

A 100 giorni dall’inizio delle regate per la 35° edizione della Coppa America, il Defender BMW Oracle Racing ha svelato la barca con la quale spera di assicurarsi il terzo trionfo nella prossima estate. Oltre 15 designer e 50 costruttori hanno contribuito alla progettazione e alla costruzione di “17“, che è in grado di raggiungere i 100 km/h, con oltre 85.000 ore-lavoro accumulate fino ad oggi. Anche il Partner tecnologico BMW è stato coinvolto nello sviluppo, applicando la sua competenza nei settori dell’aerodinamica e della riduzione di peso, con la progettazione di un innovativo sistema di timoneria, utilizzando la tecnologia trasferita dal mondo dei motori.

Oracle Team USA BMW Racing America's Cup 17 Catamarano

Questa è la barca con cui gareggeremo per vincere la Coppa America“, ha dichiarato lo skipper Jimmy Spithill, rivolgendosi ad una folla di familiari, amici, partner del team ed esperti. Il nuovo catamarano di classe America’s Cup è lungo 15 metri, può “volare” fino a 100 km/h sui suoi foils ed è anche straordinariamente manovrabile, il che lo rende una piattaforma eccellente per il match race.

La capacità dei catamarani di Coppa America di “volare” – cioè di sorvolare la superficie dell’acqua sulle derive – ha reso l’aerodinamica molto più rilevante rispetto a prima. Nel perseguimento dei vantaggi aerodinamici, TEAM ORACLE USA può contare su BMW, che apporta un patrimonio di esperienza preziosa e un’infrastruttura ultramoderna proveniente dal mondo del design automobilistico.

Al fine di consentire alla barca il “volo” senza soluzione di continuità, il timoniere deve regolare secondo per secondo l’angolazione dei foils e del timone per assecondare rotta, vento e velocità. Per riuscire a fare tutto questo praticamente allo stesso tempo, ha bisogno di un timone intelligente ed intuitivo, che funziona con precisione assoluta, simile al volante di una vettura da corsa.

Gli stessi ingegneri BMW che disegnano i volanti per le auto da corsa BMW Motorsport hanno sviluppato un sistema di timoneria leggero ed intuitivo per Oracle Team USA.

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Oracle Team USA BMW Racing America's Cup 17 Catamarano

BMW Yachtsport sul web
Sito intenet: www.bmw-yachtsport.com
Facebook: www.facebook.com/bmwyachtsport
Instagram: www.instagram.com/bmw_yachtsport

Ripresa da drone della prima uscita della Volvo Ocean 65 del Dongfeng Team

Mentre le altre barche sono ancora in cantiere per il processo di re-fit da 1 milione di euro, Charles Caudrelier è il primo skipper in acqua con la sua Volvo Ocean 65 aggiornata. Lo skipper francese deve ancora annunciare la squadra per la prossima edizione della regata, ma il team ha dichiarato che si tratterà ancora una volta di un equipaggio misto cinese e occidentale e che si avvarrà delle nuove regole destinate ad incoraggiare la presenza femminile.

Tutte le barche per la prossima Volvo Ocean Race sono sottoposte ad un profondo restyling, del costo previsto di 1 milione di euro, che ne aumenterà le prestazioni garantendo massima affidabilità. Sede scelta per il re-fit è Lisbona, dove un team dedicato si occupa di sovrintendere ai lavori, garantendo la regolarità: ricordiamo che, già dalla precedente edizione, è stato deciso che le imbarcazioni devono essere monotipo, vale a dire identiche per costruzione, equipaggiamento e prestazioni.

Questa monotipia, che ha prodotto barche robuste ed affidabili, nell’ultima edizione ha prodotto un appiattimento verso il basso delle prestazioni e ad una mancanza di velocità e spettacolo: l’obiettivo di queste modifiche è continuare a premiare le capacità di skipper ed equipaggi ma riportando allo stesso tempo un po’ dello spettacolo e dello spirito di avventura che ha sempre caratterizzato la regata.

Volvo Ocean 65 Dongfeng Race Team

L’imbarcazione del team cinese è stata la prima ad entrare in cantiere e la prima ad uscirne: Caudrelier ha lavorato duramente per mesi su questa nuova campagna che spera di costruire sulle basi dell’impressionante terzo posto al debutto nella Volvo Ocean Race del 2014-15.

Il Dongfeng Race Team è supportati dalla Dongfeng Motor Corporation, uno dei più grandi produttori di automobili in Cina.

Volvo Ocean 65 Dongfeng Race Team

Maserati Multi70 seconda alla Caribbean, il racconto della regata

Comunicato:

MASERATI MULTI70 CHIUDE AL SECONDO POSTO
LA 9a EDIZIONE DELLA RORC CARIBBEAN 600 RACE

Maserati Multi70, l’avanguardistico trimarano capitanato da Giovanni Soldini, ha chiuso al secondo posto la nona edizione della RORC Caribbean 600 Race dopo aver condotto per tutta la regata un match race ad alta velocità con il trimarano americano Phaedo3.

Soldini e i sette membri dell’equipaggio a bordo di Maserati Multi70 hanno tagliato la linea di arrivo al largo di Charlotte Point ad Antigua alle 21.33 e 55 ora locale (le 02.33.55 in Italia), 13 minuti dopo Phaedo3.

Il trimarano italiano ha impiegato un tempo di 1 giorno, 9 ore, 53 minuti e 55 secondi per portare a termine la regata.

A causa dei venti più leggeri rispetto a quelli abitualmente presenti nei Caraibi in questo periodo dell’anno, nessuno dei due equipaggi è stato in grado di migliorare il record della regata, stabilito nel 2016 da Phaedo3 con un tempo di 31 ore, 59 minuti e 4 secondi.

Maserati Multi70 e Phaedo3 hanno regatato nella Classe MOCRA riservata ai multiscafi e hanno concluso la regata molto prima del resto della flotta di 80 partecipanti, composta per la maggior parte da monoscafi.

I due team hanno ingaggiato una battaglia senza esclusione di colpi per quasi tutta la regata.

Il maggior distacco tra le due barche è stato di 13 miglia quando Maserati Multi70 è stata rallentata da una zona di bonaccia prima di raggiungere Guadalupa.

Il trimarano italiano ha recuperato immediatamente velocità e al giro di boa successivo – Iles des Saintes nel punto più a sud del percorso di regata – il team di Soldini è tornato in gara per la conquista del primo posto.

Una brezza più sostenuta durante le ultime 100 miglia della regata ha consentito a Maserati Multi70 di raggiungere velocità di 30 nodi, con il team impegnato al massimo per cercare di superare gli avversari prima dell’arrivo.

Non è andata così. Quando Phaedo3 è stato il primo a doppiare la minuscola Redonda Island e a puntare la prua sulla linea di arrivo, non erano rimaste scelte tattiche che l’equipaggio di Maserati Multi 70 potesse sfruttare per vincere.

Dopo l’arrivo Soldini ha fatto i complimenti all’equipaggio vincitore di Phaedo3 per non aver praticamente compiuto errori durante la regata.
Provato dalla stanchezza ma felice, lo skipper italiano si è anche congratulato con il suo equipaggio che ha corso una grande regata.

«Siamo molto contenti e penso che abbiamo portato a termine una buona regata» ha dichiarato Soldini sulla banchina di Antigua.«Ci sono state poche condizioni ideali per la nostra barca. Per la maggior parte del tempo il vento ha soffiato a soli 10 nodi di intensità, una situazione in cui i nostri foil ci rallentano».

Soldini ha raccontato che Maserati Multi70 – il trimarano ha un foil MOD70 standard sul lato destro e un foil a L appositamente progettato sul sinistro – è stata in grado di volare solo due volte. Il volo più memorabile, ha detto, è avvenuto poco dopo la partenza quando il team italiano ha superato in velocità Phaedo3.

«Per noi è stata una regata importante», ha detto Soldini. «Regatando così vicini a Phaedo3 abbiamo potuto analizzare molte cose. Abbiamo imparato davvero tanto su come ottenere il massimo dalla nostra barca».

Giovanni Soldini Maserati Multi70 trimarano

A bordo di Maserati Multi70 con lo skipper Giovanni Soldini per la RORC Caribbean 600 Race c’erano Guido Broggi, Vittorio Bissaro, François Robert, Oliver Herrera, Carlos Hernandez, Francesco Malingri e Matteo Soldini.

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Soldini Maserati Multi70 trimarano

Il prossimo appuntamento per Maserati Multi70 è la Transpacific Race che partirà da Los Angeles alla volta delle Hawaii il prossimo luglio. Soldini spera che per allora Maserati Multi70 sia configurata in piena modalità foiling. Il trimarano raggiungerà la costa ovest degli Stati Uniti attraversando il Canale di Panama.

La sfida è supportata da Maserati, main sponsor che dà il nome alla barca e da UnipolSai Assicurazioni in qualità di sponsor.
I fornitori ufficiali della sfida sono Ermenegildo Zegna per l’abbigliamento e Boero Bartolomeo S.p.A. che fornisce smalti e vernici per lo scafo.

Maserati S.p.A.
Direzione Stampa e Pubbliche Relazioni
Viale Ciro Menotti 322, 41121 Modena
www.maserati.com
press@maserati.com

La FIV ripropone contributi per l’acquisto di nuove imbarcazioni

La FIV, Federazione Italiana Vela, ripropone il Piano Sviluppo Territorio, con interventi a favore dell’acquisto di imbarcazioni e derive.

Il costo delle barche è da sempre un freno allo sviluppo della nautica in generale, ma anche dell’attività agonistica.

Questo piano, rivolto a tesserati e circoli, ha l’obiettivo proprio di aiutare gli atleti, specie delle classi giovanili, mettendo a disposizione soldi per l’acquisto di piccole imbarcazioni. Il progetto è stato comunicato a presidenti di circoli e di associazioni di classe, a cui è stata indirizzata una nota da parte del presidente FIV.

Il bando di finanziamento, per un totale di 115.800 euro, prevede contributi per l’acquisto di 108 imbarcazioni e tavole, suddivise tra le classi 420, 29er, Techno 293/RS:X, Kite, Laser 4.7/Radial, 555FIV, RsFeva, L’Equipe, Hobie Cat 16 e Dragoon.

Possono chiederlo tutti gli iscritti alla Fiv inviando le domande con posta certificata (pec) dal 25 febbraio al 25 aprile e la selezione viene eseguita in base all’ordine di arrivo. Tra le condizioni poste, si specifica che le imbarcazioni acquistate con il contributo devono partecipare ad almeno il 50 per cento dell’attività agonistica della stagione 2017 e non possono essere vendute prima dei due anni.Logo FIV Federazione Italian Vela

Il piano di contributi è suddiviso in modo predefinito tra le varie classi: per ogni classe è previsto un numero preciso di imbarcazioni e l’importo previsto per ognuna, che va, a seconda delle categorie, da 500 a 2.000 euro per barca.

Cliccare qui per la comunicazione completa col dettaglio dei contributi e dei criteri di assegnazione.

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Vela+Ciclismo+Sci, da Cecina al Monte Cinto: l’ultima “pazzia” di Vettorato

Maurizio Vettorato Vela AlpinismoTotal Green Expedition: questa la nuova idea di Maurizio Vettorato, il velista-scalatore, per il prossimo mese di marzo.

48 ore “Total Green” che abbineranno vela, ciclismo, arrampicata e sci: si partirà in barca dal nuovo Porto di Cecina, in Toscana, fino a raggiungere Bastia, in Corsica, dopo 60 miglia di navigazione con tutto il resto dell’attrezzatura a bordo del Class 9.50.

Ormeggiata la barca si salirà a bordo della bicicletta elettrica, carichi di tutto l’equipaggiamento da montagna, per percorrere 9o km fino ad una quota di 1.300 metri.

Da quel punto Vettorato indosserà gli sci per un’arrampicata (si prevede di dover usare anche piccozza e ramponi) fino a raggiungere i 2.706 metri del Monte Cinto, la vetta più alta della Corsica. Una volta in cima ripartire in discesa con gli sci e fare il resto del percorso a ritroso.

Riuscendo a completare il tutto entro la finestra di 48 ore, l’impresa entrerebbe nel Guinness dei Primati.Maurizio Vettorato

Scopo dell’impresa, oltre allo spirito di avventura, è sensibilizzare l’utilizzo di energia pulita, rinnovabile e silenziosa: il tentativo sarà effettuato in completa autonomia, ossia senza aiuti esterni.

Maurizio Vettorato, alpinista, navigatore oceanico ed esploratore alla ricerca costante di avventure e tentativi originali, sempre con un occhio all’ecologia e alla preparazione tecnica, sarà accompagnato in quest’impresa da Omar Oprandi, campione di scialpinismo e guida alpina.

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.